LA VOLPE E LA CAVAGNA
€15.00
Il femminile nel mondo del vino è il tema portante del libro, che punta l’attenzione su alcuni personaggi della Storia, del mito e della letteratura, su parole dialettali e su canzoni antiche e recenti attinenti al vino. Una prospettiva inconsueta, che tralascia per scelta la dimensione saggistica più diffusa dell’evoluzione della presenza femminile nel settore produttivo enologico per proporre una carrellata di spunti e curiosità. Sfilano nel libro la volpe di Esopo e il suo disprezzo per l’uva irraggiungibile; la maga Circe e la pozione a base di vino che trasforma i compagni di Ulisse in porci; Cleopatra e il “Nunc est bibendum”; la locandiera Mirandolina e la gara dei suoi spasimanti a offrirle il miglior vino; Rosmunda e il ripugnante brindisi nel teschio paterno trasformato in calice; la fugace comparsa dell’anziana ostessa a Renzo diretto a Bergamo nei “Promessi Sposi”; una carrellata di parole dialettali al femminile utilizzate in particolare in Piemonte e Lombardia nella coltivazione della vigna e nella lavorazione del vino quali la cavagna, il cesto usato in vendemmia, del titolo; e, infine, canzoni che di vino parlano. Per ogni personaggio e ogni situazione trattata l’autrice ha delineato certezze e ipotesi su varietà di vitigno e tipologie di vino narrato, citato e cantato. Come indicato in Prefazione, l’elenco non è esaustivo, ma vuole essere di stimolo per riflettere e trovare la presenza dell’abbinamento femminile – vino in vari ambiti, dalle tradizioni alla musica, dalla Letteratura all’arte, dalla Storia alla quotidianità attuale. Un invito rivolto a chi legge il libro a completarlo con proprie conoscenze ed esperienze, confrontandosi sia con l’autrice sia in situazioni di convivialità, altra parola di genere femminile da sempre collegata al vino.
Descrizione
Il femminile nel mondo del vino è il tema portante del libro, che punta l’attenzione su alcuni personaggi della Storia, del mito e della letteratura, su parole dialettali e su canzoni antiche e recenti attinenti al vino. Una prospettiva inconsueta, che tralascia per scelta la dimensione saggistica più diffusa dell’evoluzione della presenza femminile nel settore produttivo enologico per proporre una carrellata di spunti e curiosità. Sfilano nel libro la volpe di Esopo e il suo disprezzo per l’uva irraggiungibile; la maga Circe e la pozione a base di vino che trasforma i compagni di Ulisse in porci; Cleopatra e il “Nunc est bibendum”; la locandiera Mirandolina e la gara dei suoi spasimanti a offrirle il miglior vino; Rosmunda e il ripugnante brindisi nel teschio paterno trasformato in calice; la fugace comparsa dell’anziana ostessa a Renzo diretto a Bergamo nei “Promessi Sposi”; una carrellata di parole dialettali al femminile utilizzate in particolare in Piemonte e Lombardia nella coltivazione della vigna e nella lavorazione del vino quali la cavagna, il cesto usato in vendemmia, del titolo; e, infine, canzoni che di vino parlano. Per ogni personaggio e ogni situazione trattata l’autrice ha delineato certezze e ipotesi su varietà di vitigno e tipologie di vino narrato, citato e cantato. Come indicato in Prefazione, l’elenco non è esaustivo, ma vuole essere di stimolo per riflettere e trovare la presenza dell’abbinamento femminile – vino in vari ambiti, dalle tradizioni alla musica, dalla Letteratura all’arte, dalla Storia alla quotidianità attuale. Un invito rivolto a chi legge il libro a completarlo con proprie conoscenze ed esperienze, confrontandosi sia con l’autrice sia in situazioni di convivialità, altra parola di genere femminile da sempre collegata al vino.







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