Oltrepò Pavese, uno scrigno di emozioni

20.00

I paesaggi, il loro cielo, i cacciatori di orizzonti dove termina una valle, la luce che elenca case, campanili e castelli, le curve delle strade tra i vigneti, i borghi, il velluto di un teatro, la rotta del pellegrino, del ciclista e del camminatore che si interrompe davanti a una fontana, le cose buone da mangiare: bellezza e – soprattutto – emozioni. Che si mischiano, sono tante, e ci raggiungono fino a non lasciarci indifferenti. Siamo in Oltrepò Pavese! E, prima o poi, non resistiamo alla tentazione di affidarci a un movimento necessario: raccontare. Gli uomini, qui, alla fine raccontano quel che vedono. Perché la meraviglia non può restare mistero, deve essere condivisa, donata. È un invito; un’occasione: venite anche voi a vedere! Allora descrivere i “nostri” posti muta in un gesto che ha a che fare con la cronaca, la storia, il romanzo, certo, ma addirittura con una forma di amore. Verso il creato, i papaveri dei fossi, un bicchiere di vino, l’ansa di un torrente, una donna. È ciò che ha provato il curatore dell’opera prima di scrivere. Per anni, per una vita vissuta alle latitudini del 45° parallelo, uomo di città, di pianura e di collina, di piazze e di palcoscenico; penna capace di prenderci per mano, versatile, sapiente, godibile. Appassionata. Prima ha visto, chiacchierato, macinato chilometri; si è fatto nascondere dalla nebbia e bruciare dal sole; ha decifrato proverbi in dialetto; ha avuto idee. Dopo ha fatto quel che era inevitabile: ha inviato alla donna che ama, a Mary, brevi racconti che sono lettere. Non poteva che pensare a lei. Infine, insieme, hanno deciso di regalarcele; di farci seguire, orma dopo orma, i loro passi che hanno battuto in lungo e in largo la terra che abitano. Inquilini innamorati. Curiosi. Con la voglia di scovare altri angoli, nuove prospettive; di aprire cancelli su signorili dimore; di spolverare tradizioni e ricette. Per noi. Il catalogo delle bellezze d’Oltrepò non è fatto dei soliti capitoli, dei soliti elenchi. Le categorie individuate dall’autore per suddividere lo spazio sono originali, fresche, colorate. Le foto ci fanno rimanere a bocca aperta.

 

Descrizione

I paesaggi, il loro cielo, i cacciatori di orizzonti dove termina una valle, la luce che elenca case, campanili e castelli, le curve delle strade tra i vigneti, i borghi, il velluto di un teatro, la rotta del pellegrino, del ciclista e del camminatore che si interrompe davanti a una fontana, le cose buone da mangiare: bellezza e – soprattutto – emozioni. Che si mischiano, sono tante, e ci raggiungono fino a non lasciarci indifferenti. Siamo in Oltrepò Pavese! E, prima o poi, non resistiamo alla tentazione di affidarci a un movimento necessario: raccontare. Gli uomini, qui, alla fine raccontano quel che vedono. Perché la meraviglia non può restare mistero, deve essere condivisa, donata. È un invito; un’occasione: venite anche voi a vedere! Allora descrivere i “nostri” posti muta in un gesto che ha a che fare con la cronaca, la storia, il romanzo, certo, ma addirittura con una forma di amore. Verso il creato, i papaveri dei fossi, un bicchiere di vino, l’ansa di un torrente, una donna. È ciò che ha provato il curatore dell’opera prima di scrivere. Per anni, per una vita vissuta alle latitudini del 45° parallelo, uomo di città, di pianura e di collina, di piazze e di palcoscenico; penna capace di prenderci per mano, versatile, sapiente, godibile. Appassionata. Prima ha visto, chiacchierato, macinato chilometri; si è fatto nascondere dalla nebbia e bruciare dal sole; ha decifrato proverbi in dialetto; ha avuto idee. Dopo ha fatto quel che era inevitabile: ha inviato alla donna che ama, a Mary, brevi racconti che sono lettere. Non poteva che pensare a lei. Infine, insieme, hanno deciso di regalarcele; di farci seguire, orma dopo orma, i loro passi che hanno battuto in lungo e in largo la terra che abitano. Inquilini innamorati. Curiosi. Con la voglia di scovare altri angoli, nuove prospettive; di aprire cancelli su signorili dimore; di spolverare tradizioni e ricette. Per noi. Il catalogo delle bellezze d’Oltrepò non è fatto dei soliti capitoli, dei soliti elenchi. Le categorie individuate dall’autore per suddividere lo spazio sono originali, fresche, colorate. Le foto ci fanno rimanere a bocca aperta.

 

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